Sul Nivolet c’eravamo anche noi

Su di un Giro d’Italia sonnecchiante, finalmente, sono arrivate le montagne… perché è lì che si vede indiscutibilmente chi ne ha di più.. quando si affrontano salite di decine di km non basta avere la squadra che lavora per te.. bisogna avere le gambe!

E noi non ci potevamo far mancare una capatina su di una delle ns. più belle montagne per vedere “da vicino” i campioni del ns. sport scaricare tutta la loro energia sui pedali.

Nonostante le previsioni non fossero delle migliori non ci siamo fatti scoraggiare e, adeguatamente attrezzati per affrontare l’eventuale variare delle condizioni climatiche, ci siamo recati a Pont Canavese dove abbiamo parcheggiato l’auto e scaricato le ns. bici. Zaino in spalla e via, in direzione Locana. Inizialmente la strada sale dolcemente  e solo dopo l’abitato iniziamo ad assaggiare i primi tornanti con pendenze a doppia cifra che ci impegnano nei primi fuorisella. Da qui a salire fino alla piana del lago di Ceresole sarà un susseguirsi di strappi con pendenze significative, sopratutto nel vecchio tratto di strada, per l’occasione asfaltato di nuovo, che evita un bel tratto in galleria ma che ci fa sentire tutto il peso di una preparazione ancora sommaria. Giunti sul tratto pianeggiante ne approfittiamo per rimboccare le borracce ad una fresca fontana, siamo circa a quota 1600 e dobbiamo ancora arrivare ai 2200 dell’arrivo. IMG-20190524-WA0001

Questo tratto pianeggiante è costellato dalla presenza di turisti, di curiosi residenti, di sponsor con i loro colorati gazebi posizionati nei punti strategici, l’aria è festosa e la fatica attenuata dall’allegria e dalla voglie di arrivare oltre. Mano a mano che si sale il paesaggio diventa sempre più bello e spettacolare, pinete ed alpeggi invasi da appassionati che hanno deciso di fermarsi li e si sono appostati nei prati limitrofi in attesa dell’arrivo dei loro beniamini si alternano fino a lasciare spazio a rocce e licheni, e agli ultimi nevai superando i 2.000 mt di quota. IMG-20190524-WA0006

Improvvisamente ti trovi il nastro d’asfalto delimitato da transenne dagli striscioni multicromatici degli sponsor… sei nell’ultimo km. della tappa, capisci che stai per arrivare alla meta e trovi un nuovo vigore per non mollare negli ultimi erti tornanti… finché, a 50 mt dallo striscione del traguardo, la strada ormai pianeggiante, il classico “Poliziotto” ti ferma e ti fa uscire in un’area parcheggio perché oltre non si può andare… Pazienza! siamo a quota 2.194. e praticamente all’arrivo di tappa… va bene così.

Approfittiamo dell’area parcheggio per cambiarci e, visto la brezza “freschina”, coprirci un po. Visto che nell’unico locale aperto la birra è finita, decidiamo di scendere oltre il tratto transennato per rifocillarci ed attendere l’arrivo della carovana… in compagnia di centinaia di altri appassionati.

IMG-20190524-WA0009Continuano a passare ammiraglie e auto pubblicitarie, niente di che. Per ovvie ragioni di spazio, (inesistente), i colorati e chiassosi mezzi della carovana che solitamente anticipano il passaggio dei ciclisti sono stati fermati a valle, ed il sopraggiungere delle moto della Stradale è stato anticipato dal ronzio degli elicotteri che risalgono la valle in lontananza. Lo spettacolo comincia… i pro arrivano sgranati e possiamo vederli chiaramente in viso da 1 mt di distanza, alcuni sembrano impegnati quasi al massimo dello sforzo, altri non sembrano neanche sudati… ma tutti  salgono con una agilità ed una velocità relativa impressionante per noi umani… complimenti a tutti!

Dopo una mezz’oretta dal passaggio dei primi cominciamo a prepararci a scendere, il sole ha lasciato il posto ad alcuni nuvoloni grigi che non preludono nulla di buono… ad ogni tornate ci fermiamo per agevolare il passaggio dei Pro ritardatari fino ad arrivare al cartello dei meno 3 km, dove incontriamo l’ultimo gruppo seguito dalle ammiraglie. Da qui in poi sarà un’emozione unica! Un susseguirsi infinito a perdita d’occhio di ciclisti e pedoni che ridiscendono la valle, uomini del personale di servizio che smontano transenne, gadget, gazebo e teloni pubblicitari di ogni tipo. Alpini, personale AIB, carabinieri e vigili urbani che segnalano i punti più pericolosi, gli incroci, i tornanti etc… una discesa che sembra non finire mai… così come l’adrenalina che scorre a fiumi nelle ns. vene.

Arrivati dopo Locana, sul falsopiano finale, comincia piovere… ulteriore stimolo a dare il massimo… se ancora necessario, con il Truck a fare da apripista continuavamo a raggiungere altri gruppetti e ad andare oltre. Solo arrivati a Pont Canavese ci siamo accorti di seguiti da un gruppetto di appassionati che ci ha ringraziato per la bella trainata… e qui abbiamo concluso una splendida giornata di sport e passione, non dopo una buona birra prima di affrontare il viaggio di rientro.

Grazie a tutti, grazie al Truck, grazie al ciclismo…

Ultime uscite domenicali…. e non

Nonostante l’annullamento delle ultime cicloturistiche basate sulle previsioni meteo, in realtà si è potuto pedalare discretamente anche in quest’ultima settimana di aprile.

IMG_20190425_103236E con queste si cominciano ad affrontare anche le prime salitelle della zona

Oggi chi è andato a pedalare la 2° Prova dell’Alpi Challenge a Casale Monferrato, e chi si è divertito tra le Alzaie del Ticino e l’Alto Vergante, l’importante è pedalare!!

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Pochi, ma buoni!

Con oggi ci lasciamo alle spalle anche le festività Pasquali, tra grigliate e lauti pranzi si son visti pochi cicloamatori sulle strade di quest’ultimo week-end… ma quelli che non sono andati da nessuna parte in particolare una qualche sgambatina se la sono fatta… tanto per non perdere l’abitudine

Buone pedalate a tutti!

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Cicloturistica di San Valentino a Gavirate (VA)

Approfittando dell’anticipo di primavera che in questi giorni ci regala temperature miti, ideali per uscire in bici, ma reduci da qualche settimana senza pedalare, questa mattina abbiamo aderito a questa manifestazione “carina” che prelude l’uscita dall’inverno.

A una 40na di minuti di auto ci siamo recati in quel di Gavirate, dove l’A.S.D Berti ha organizzato un raduno cicloturistico denominatao “Pedalata di San Valentino” con andatura controllata attorno al Lago di Varese, “13° Trofeo Vittore Anessi a.m.”, dove il retro di una elegante pasticceria ospitava la location della manifestazione sia per quanto riguarda le iscrizioni che per l’ottimo e abbondante ristoro offerto dai proprietari della stessa.

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La zona attorno a Varese è notoriamente patria di molti ciclisti professionisti e, pedalando da queste parti, si capisce facilmente perché queste terre siano fucina di campioni. Strade belle e larghe, contraddistinte da continui saliscendi dove, volendo, non mancano salite anche impegnative, e dove si incontrano continuamente gruppi numerosi di cicloamatori belli agguerriti…. fortunatamente il ns. gruppone composto dai 131 iscritti alla manifestazione procedeva ad andatura allegra, ma non troppo, concedendoci di parlare tranquillamente con i compagni vicini senza peraltro annoiarsi.

Niente da obiettare sull’organizzazione con quattro motostaffette oltre alla vettura di direzione gara, ambulanza e furgone scopa al seguito.

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Pedalato sotto la prima neve

Brrhh!!! oggi il cielo coperto e l’assenza dei tiepidi raggi del sole ci ha fatto assaggiare veramente il primo freddo. Pedalare a – 2 °C se scaldati dai raggi del sole non è il massimo ma è sopportabile, ma se il cielo è coperto è come pedalare sempre all’ombra, spendi più energia per scaldarti che per andare avanti… se poi si mette anche a nevicare sei al top!

Anche oggi bella, ma fortunatamente breve, uscita in compagnia, anche se quelli più ragionevoli non si sono presentati al punto di raggruppamento. Ben presto al freddo si è aggiunta una pioggerellina gelata che ci ha consigliato di riprendere la strade del ritorno, senza allontanarsi troppo, che nel Gatticese si è trasformata decisamente in nevischio, invitandoci decisamente a rientrare alle proprie case alla ricerca di una sana doccia calda… e un po dolorosa.

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Un gruppo di irriducibili…

Buone pedalate a tutti, alla prossima!

 

Prime pedalate in compagnia

Le temperature ragionevolmente miti di questa prima parte del mese di gennaio non ci hanno impedito di continuare con le nostre uscite domenicali in compagni delle nostre bici. Dopo la sgambata nella bassa, o meglio nel medio novarese, della scorsa settimana che ci aveva portato a pedalare attraverso le campagne di Agnellengo, Morghengo e Sologno, passando dalla Badia di Dulzago, rientrando attraverso i vigneti di uva fragola del Mottoscarone (Suno) e costeggiando i campi da golf di Castelconturbia e la Clinica “Maugeri” di Veruno per mantenerci su strade secondarie, quasi prive di traffico veicolare, oggi siamo tornati ad ammirare gli stupendi scorci panoramici che si aprono costeggiando la sponda occidentale del Lago Maggiore, l’incantevole lago di Mergozzo ed il romantico Lago d’Orta.

Ancora una volta il mio pensiero è andato ai colleghi ciclisti che, residenti, per esempio, nella bassa milanese, tipo Lodi o Melegnano, tanto per indicare due località a caso ma ben conosciute e di facile localizzazione,6881519145_fd8df3f940_b o anche solo nel Tortonese dove in questi giorni gli alberi sono ricoperti da uno strato di brina ghiacciata che li rende bianchi come la neve avvolti da uno sfondo grigio di perenne foschia…. e mi si riempie il cuore di gioia pensando che, non ce ne rendiamo conto perché ci siamo cresciuti in queste zone, ma quanto siamo fortunati a vivere in questo piccolo angolo di Mondo!

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Grazie agli amici che mi permettono di assaporare questi momenti di condivisibile serenità… venite a pedalare con noi!